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FarfalleSaturnia pavonia
Il bruco si nutre delle foglie di svariate piante, come il rovo, il lampone, il salice. Non dipende da una sola pianta e quindi è molto adattabile, a differenza della Saturnia pyri, che si ciba quasi esclusivamente delle foglie del pero e che per l'uso sconsiderato di pesticidi in agricoltura adesso è molto rara. A primavera, dopo la metà di Aprile, compaiono gli adulti della Saturnia pavonia. La femmina depone con cura circa 150 uova, sulla pianta che servirà da nutrimento al bruco. Infatti il bruco neonato deve trovare immediatamente del cibo, altrimenti non può sopravvivere per molto tempo. L'uovo è molto piccolo, a volte occorre una lente di ingrandimento o un microscopio per poterlo osservare.
Poiché deve prepararsi alla metamorfosi, che si completerà solo alla successiva primavera, il bruco della Saturnia pavonia si costruisce un robusto bozzolo, in seta che egli stesso tesse, fissato tra i rami della pianta che gli ha fornito il cibo e ben nascosto tra alcune foglie unite con la seta. All'interno del bozzolo si trasforma in crisalide, ove avverrà lo straordinario fenomeno della metamorfosi. Infatti, a primavera dell'anno successivo, quello che era un bruco, si trasforma in una bellissima farfalla dai meravigliosi e coloratissimi disegni. Completata la trasformazione, la farfalla rompe l'involucro della crisalide ed esce all'aperto; distende le ali che in breve tempo diventano rigide ed è pronta per spiccare il volo e continuare il ciclo vitale. La vita della farfalla è molto breve: non più di una settimana.
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